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Alzheimer e invecchiamento cerebrale: la prevenzione passa per l'omotaurina
12 gennaio 2011

Nello specifico lo studio, denominato Alphase, ha riguardato 2000 pazienti tra USA e Europa ai quali è stata somministrata per 18 mesi due volte al giorno un dosaggio variabile tra i 100mg e i 150mg. L’omotaurina si è dimostrata in grado di ridurre in maniera significativa la perdita del volume dell’ippocampo e in tutti i pazienti è stato osservato un migliore andamento dello stato cognitivo ed in particolare la capacità del composto di proteggere i pazienti dalla progressiva perdita della memoria. Queste evidenze hanno portato la casa farmaceutica Bellus, fondata dall’imprenditore farmaceutico Italo-Canadese Dr. Francesco Bellini, a voler commercializzare prossimamente anche in Europa, dopo il lancio in Canada, un prodotto a base di Omotaurina. “Lo studio Alphase acquista ancora maggiore rilevanza se si guardano i dati pubblicati dall’Alzheimer Association che dimostrano come l’Alzheimer sia una vera e propria epidemia silente. Si stima che da oggi al 2050 nel mondo occidentale ci sia una triplicazione dei casi. Si tratta di numeri enormi, insostenibili per qualsiasi sistema sanitario. In questo contesto l’efficacia dell’omotaurina come strumento di prevenzione dell’invecchiamento cerebrale e dell’insorgenza della malattia di Alzheimer, dimostrata con questo studio, è un dato quanto mai importante per il nostro futuro” – ha dichiarato Giovanni Scapagnini.

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