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Alzheimer, rimedio da alghe marine
12 gennaio 2011

Lo studio ha rilevato che l'omotaurina risulta essere un composto in grado di proteggere il cervello e l'ippocampo contro la neurotossicita', e quindi un ideale strumento terapeutico di prevenzione dell'invecchiamento cerebrale e dell'insorgenza della malattia dell'Alzheimer, oltre che come coaudivante in pazienti affetti da Alzheimer in modo lieve o moderato gia' in trattamento con inibitori dell'acetilcolinesterasi o altri farmaci. Nello specifico lo studio, denominato Alphase, ha riguardato 2.000 pazienti tra USA ed Europa ai quali e' stata somministrata per 18 mesi omotaurina due volte al giorno in dosaggio variabile tra i 100mg e i 150mg.
L'omotaurina, spiega Scapagnini, si e' dimostrata in grado di ridurre in maniera significativa la perdita del volume dell'ippocampo e in tutti i pazienti e' stato osservato un migliore andamento dello stato cognitivo ed in particolare la capacita' del composto di proteggere i pazienti dalla progressiva perdita della memoria. ''Lo studio Alphase - sottolinea l'esperto - acquista ancora maggiore rilevanza se si guardano i dati pubblicati dall'Alzheimer Association, che dimostrano come l'Alzheimer sia una vera e propria epidemia silente''. Si stima infatti che da oggi al 2050 nel mondo occidentale ci sara' una triplicazione dei casi. Si tratta, conclude Scapagnini, di ''numeri enormi, insostenibili per qualsiasi sistema sanitario''.

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