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DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (conosciuto anche come DOC o OCD - Obsessive-Compulsive Disorder) è una condizione clinica caratterizzata dalla sussistenza di pensieri, impulsi o immagini ricorrenti, persistenti ed involontarie, vissute come non volute e intrusive e che spesso causano grande ansia (ossessioni).

 

Le ossessioni possono essere accompagnate da comportamenti ripetitivi o azioni mentali che l’individuo si sente spinto a compiere per cercare di ridurre o evitare il disagio provocato dalle ossessioni stesse (compulsioni). Le ossessioni e/o le compulsioni causano grande stress al paziente. La loro attenuazione può “richiedere” molto tempo interferendo in maniera sostanziale con il normale funzionamento dell’individuo. Le persone con questo disturbo hanno un grado di consapevolezza variabile circa l'insensatezza dei loro sintomi e la maggior parte di essi riconosce che le ossessioni o le compulsioni siano almeno in qualche modo irrealistiche o eccessive. 

 

La prevalenza del DOC a livello globale è compresa tra l’1 e il 2% circa. Il periodo più comune di esordio è la prima età adulta, con il sesso femminile che risulta leggermente più colpito, ma sono molti i casi in cui l’insorgenza si manifesta all’inizio dell’adolescenza.

 

La maggior parte dei pazienti presenta un decorso sintomatico continuo, anche se una parte di essi può mostrare un andamento a fasi crescenti e calanti. Il DOC è associato ad un sostanziale impatto negativo sulla qualità della vita sia per i pazienti che per coloro che se ne prendono cura (caregivers). I pazienti possono presentare problemi cognitivi e difficoltà sociali e occupazionali. I sintomi del disturbo ossessivo compulsivo sono associati ad elevati costi sociali a causa dell’aumento dei tassi di utilizzo delle cure sanitarie e un’altissima percentuale di pazienti con DOC presenta altre patologie psichiatriche concomitanti. 

 

In presenza di sintomi sospetti, il primo passo da intraprendere è sicuramente la visita dal medico specialista il quale, dopo un’accurata valutazione clinica, potrà predisporre gli interventi più opportuni per alleviare i sintomi e per garantire una qualità di vita accettabile al paziente.

 

 

Origine

È stato ipotizzato che alla base del DOC vi siano anomalie nella neurotrasmissione in determinate aree del cervello fondamentali per regolare l'inibizione delle risposte, la pianificazione, l’organizzazione e la verifica delle azioni precedenti. Tuttavia, similmente a tante altre patologie psichiatriche, la patogenesi del DOC è multifattoriale ed è dovuta a complesse interazioni tra fattori genetici predisponenti, fattori ambientali e disturbi della biochimica cerebrale.

 

Sebbene ad oggi non sia stato individuato alcun gene direttamente responsabile dell’insorgenza del DOC, diverse analisi suggeriscono che vi sia una maggiore predisposizione nei figli di pazienti con DOC di sviluppare lo stesso disturbo, soprattutto quando questo esordisce precocemente.

 

Come in altri disturbi psichiatrici i fattori ambientali rivestono un ruolo fondamentale. Eventi stressanti o traumatici occorsi durante l’infanzia, ad esempio, sono stati associati ad un aumentato rischio di sviluppare il DOC.

Sintomi

Il disturbo ossessivo-compulsivo è caratterizzato dal verificarsi di ossessioni, rituali compulsivi o, più comunemente, entrambi.

 

Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti che sono vissuti come indesiderati e intrusivi e che causano grande ansia; non sono semplicemente preoccupazioni eccessive riguardo ai problemi della vita reale. L'individuo interessato tenta di ignorarle, sopprimerle o neutralizzarle con qualche altro pensiero o azione, ad esempio mettendo in atto una compulsione. Esempi di ossessioni includono la paura ingiustificata di nuocere ai propri cari, persistenti dubbi sul fatto che non si siano bloccate porte o non si siano spenti gli apparecchi elettrici, la paura di essere contaminati, la convinzione di comportarsi in un modo ripugnante che viola, ad esempio, la propria morale.

 

Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi o atti mentali che l'individuo interessato si sente obbligato a fare in risposta a un'ossessione o secondo regole rigide. Le compulsioni sono finalizzate a prevenire o ridurre il disagio derivante da un’ossessione o a prevenire alcuni eventi temuti e risultano eccessive o non realisticamente connesse a ciò che sono destinate a prevenire. Alcuni esempi di compulsioni sono il lavarsi ripetutamente le mani, fare “pensieri buoni” per scacciare i “pensieri cattivi”, contare, ordinare o controllare (ad esempio, per controllare che un interruttore della luce si spenga, lo si accende e spegne esattamente dieci volte).

 

Il disturbo ossessivo-compulsivo è stato identificato in molti gruppi etnici diversi, tuttavia, lo sfondo culturale oltre ad influenzare il contenuto di ossessioni e compulsioni, ne influenza anche il riconoscimento, la segnalazione e i pregiudizi.

 

Gli individui con DOC istintivamente reagiscono in modi differenti alle situazioni che scatenano ossessioni e compulsioni. Ad esempio, alcuni provano un'ansia marcata che può portare ad attacchi di panico, altri provano forti sentimenti di disgusto, oppure, durante l'esecuzione delle compulsioni, alcuni individui riportano un senso angosciante di disagio fino a quando le cose appaiono o sembrano apparire " in ordine”. È comune per i pazienti con DOC evitare persone, luoghi e cose che scatenano ossessioni e compulsioni. Le persone con paura di contaminazione potrebbero evitare luoghi come ristoranti o bagni pubblici, mentre individui con paura di causare danni agli altri potrebbero evitare interazioni sociali.

 

Gli individui con DOC differiscono nel grado di consapevolezza che hanno circa i loro sintomi ossessivo-compulsivi e questo può anche variare durante il decorso della malattia nello stesso individuo. Molte persone hanno intuizioni buone o giuste (sanno che le loro convinzioni sono infondate o probabilmente esagerate), altri hanno una scarsa consapevolezza, mentre una bassa percentuale di pazienti non presenta alcuna consapevolezza. Una gran parte della sofferenza di chi è affetto da DOC dipende proprio dalla capacità di rendersi conto dell’esagerazione o irrazionalità dei propri timori e dei propri comportamenti con conseguente sensazione di vergogna ed inadeguatezza.

 

Il decorso del disturbo ossessivo compulsivo è spesso complicato dalla sussistenza di altri disturbi psichiatrici.

Diagnosi

Non esistono esami diagnostici e/o strumentali specifici per il disturbo ossessivo-compulsivo. La diagnosi è clinica e viene eseguita dal medico a seguito di una valutazione globale della storia clinica del paziente e della sintomatologia anche con il prezioso contributo delle informazioni ottenute da persone vicine al paziente, come i membri della famiglia, gli amici, gli insegnanti e i colleghi. 

 

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali dell’American Psychiatric Association (noto anche con la sigla DSM-5), prevede una sezione per “Disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi correlati” a differenza della versione precedente dove il DOC era inserito tra i disturbi d’ansia. Il DSM-5 fornisce al clinico un approccio affidabile per formulare una diagnosi e per discriminare tra diverse patologie con sintomatologia simile. La diagnosi di DOC prende in considerazione, oltre che la presenza di ossessioni e/o compulsioni, anche il tempo che i pazienti impiegano per la loro attuazione (di solito più di 1 ora al giorno), la presenza di angoscia o disagio clinicamente significativi, l’esclusione di altri fattori causali (es.: assunzione di sostanze stupefacenti o altre patologie psichiatriche). Questo aiuta a distinguere il disturbo dai pensieri occasionali o da comportamenti ripetitivi che sono comuni nella popolazione generale (ad esempio, controllare 2 volte che una porta sia chiusa). 

 

È bene sottolineare che l’individuazione di ossessioni e/o compulsioni non è sempre agevole, infatti, sebbene la maggior parte dei rituali, come il lavaggio delle mani o il controllo di un qualsiasi supporto, sia facilmente osservabile, esistono alcuni rituali mentali, come il conteggio ripetuto silenzioso o le frasi biascicate, non direttamente osservabili.

 

Alcuni criteri diagnostici, infine, non sono applicabili ai pazienti di tutte le età. I bambini ad esempio potrebbero non avere sufficiente consapevolezza cognitiva per esprimere un giudizio o spiegare lo scopo di alcuni comportamenti. Altresì alcuni comportamenti rituali comuni nell'infanzia tendono ad essere transitori e non essendo angoscianti o debilitanti non possono essere considerati compulsioni.

Trattamento

Le opzioni terapeutiche per il disturbo ossessivo-compulsivo e i disturbi correlati includono terapie psicologiche e farmacologiche che possono essere utilizzate da sole o in combinazione. Non bisogna aver paura di iniziare un trattamento farmacologico e/o non farmacologico del DOC dietro prescrizione medica, in quanto sono disponibili terapie efficaci in grado di alleviare i sintomi, prevenire le ricadute e minimizzare gli eventuali effetti indesiderati.

 

È fondamentale rivolgersi tempestivamente al medico in quanto il DOC, se non trattato adeguatamente, tende a cronicizzare e a presentare tassi di remissione significativamente più bassi. 

 

Tra le terapie farmacologiche più utilizzate nel trattamento del DOC vi sono alcune classi di farmaci antidepressivi e antipsicotici. I benefici terapeutici degli antidepressivi iniziano a vedersi dopo tre o quattro settimane di terapia, mentre di norma gli effetti indesiderati si presentano prima. Ciò può avere ripercussioni negative sull’aderenza del paziente che, sperimentando gli effetti indesiderati in assenza di miglioramento dei sintomi, potrebbe abbandonare il trattamento nelle prime settimane di terapia. Non bisogna MAI sospendere o modificare la terapia senza aver prima chiesto il parere del medico.

 

Durante la terapia è importante stabilire un dialogo costante con il medico, informando quest’ultimo sull’efficacia della terapia prescritta e sull’insorgenza di eventuali effetti indesiderati. Solo così il medico potrà rivedere molecole e dosaggi per poterli meglio adattare alle esigenze individuali del paziente.

 

Anche diverse molecole commercializzate in Italia come Integratori Alimentari (Nutraceutici) o supplementi, hanno dimostrato di poter essere utili coadiuvanti nel mantenimento delle funzioni fisiologiche di pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo.

 

Tra le terapie psicologiche più utilizzate nel DOC vi è la terapia cognitivo-comportamentale (CBT). In particolare, si interviene con la tecnica di esposizione e prevenzione della risposta (EPR), eventualmente associata a una ristrutturazione cognitiva. La terapia cognitivo-comportamentale è finalizzata a breve termine a ridurre la quantità e la frequenza dei sintomi e, a lungo termine, a rendere il soggetto meno vulnerabile ai temi e ai meccanismi cognitivi che hanno contribuito alla genesi e al mantenimento del disturbo. 

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