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MALATTIA DI ALZHEIMER

 

Dal naturale invecchiamento alla patologia

I disturbi della memoria possono essere fisiologici, come quelli che compaiono in condizioni normali della vita (ad es. dimenticarsi un appuntamento), e sono riconducibili ad un calo dell’attenzione, ad un ridotto interesse per un determinato evento, oppure alla presenza di un altro pensiero che ci distoglie l’attenzione da quel particolare ricordo. I disturbi mnestici possono invece essere associati a particolari malattie, generali (ad es. compromissione della funzionalità epatica) oppure che coinvolgono primariamente il nostro sistema nervoso, in cui hanno sede i ricordi e l’apprendimento. Questi disturbi vanno distinti dal naturale declino della memoria associato al passare degli anni ed ai processi di invecchiamento dell’individuo, che hanno altresì una variabilità individuale. Ci sono infatti persone che hanno una particolare eccellenza nelle funzioni di memoria (‘una memoria di ferro’) ed altre che sono facilmente preda di dimenticanze. Tale variabilità fa riferimento alla cosiddetta riserva biologica (cioè innata in quella persona), alla riserva cognitiva (tipica di persone che hanno sviluppato particolari abilità cognitive per un più elevato livello culturale o per un bisogno professionale), ed alla riserva motivazionale (persone che per proseguire l’attività lavorativa mantengono più elevate le abilità mnestiche personali).

alz_naturale2Il declino cognitivo che accompagna il passare degli anni dopo la raggiunta maturità interessa più domini, ma ha come denominatore comune i processi di memoria. Ricordare il nome di persone o di oggetti, i luoghi, trovare le parole giuste o produrre e comprendere frasi complesse, pianificare ed eseguire compiti funzionali multipli, risentono del fisiologico invecchiamento delle strutture cerebrali deputate alla processazione delle funzioni mnestiche. Tale deterioramento cognitivo rappresenta un continuum temporale, che in alcune persone si mantiene ad un livello di compromissione considerato ancora fisiologico, mentre in altre evolve in quadri clinici francamente patologici. La condizione di compromissione mnestica fisiologicamente associata all’età può pertanto sfociare in una forma di declino cognitivo lieve, con connotati diversi, che veniva etichettato come age-associate memory impairment (AAMI) e che viene modernamente definito come mild cognitive impairment (MCI), condizione che ha propri criteri classificatori (Petersen, 2004).

Il MCI è suscettibile di sfociare in una vera e propria demenza in una percentuale di soggetti variabile in base all’età di comparsa dei disturbi. Di recente sono state proposte suddivisioni categoriche in base alla compromissione di un singolo o multipli domini, amnestici o meno, quali fasi transizionali dal normale invecchiamento fisiologico alla Malattia di Alzheimer.  


Le malattie che colpiscono in modo specifico le funzioni di memoria sono definite demenze. Esse sono caratterizzate dalla compromissione oltre che della memoria anche di altre funzioni cognitive (linguaggio, gnosie, prassie, pensiero astratto, ecc.) e dai disturbi del comportamento associati.


alz_naturale3Le demenze nella popolazione generale dei Paesi industrializzati interessano il 5.4% circa delle persone sopra i 65 anni di età, con una progressione pressoché esponenziale associata all’aumento dell’età. La prevalenza delle demenze aumenta progressivamente con l’età: passa dal 1.4% nelle persone tra 65 e 69 anni di età al 4.1% tra i 70 e 74 anni, al 13% tra gli 80 e 84 anni, ed al 24-33% oltre gli 85 anni (Ferri et al, 2005). L’aumento dell’aspettativa di vita nei Paesi occidentali fa prospettare un incremento della prevalenza di demenza nelle prossime decadi. Il genere femminile appare lievemente più interessato da questa patologia, forse anche in relazione alla più lunga aspettativa di vita nelle donne rispetto agli uomini. Tale scenario si correla con un elevato costo socio-sanitario, con una spesa individuale annua media calcolata intorno ai 21.000 euro/paziente (Packo 2008). Tra le diverse forme di demenza la Malattia di Alzheimer è la più rilevante dal punto di vista epidemiologico, dal momento che costituisce il 60% circa di tutte le demenze. Seguono la demenza vascolare (una volta chiamata aterosclerosi cerebrale)  e la demenza mista (vascolare + Alzheimer), rispettivamente prevalenti per il 5% e 10%, ed altre forme più specifiche di demenza.

 

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