parkinson

MALATTIA DI PARKINSON

 

 

Come si manifesta

 

L’esordio della malattia si presenta in genere con sintomi motori come tremore (in molti casi), rigidità muscolare, movimenti ridotti (acinesia) o rallentati (bradicinesia), problemi posturali, perdita di espressione facciale (espressione fissa o assente). Si possono poi associare dei sintomi vegetativi come stipsi, depressione del tono dell’umore, forte agitazione durante il sonno, vertigini, edemi delle estremità (legati all’immobilità), disturbi della sfera sessuale. In alcuni pazienti possono comparire inoltre difficoltà di linguaggio o perdita delle facoltà mnesiche (demenza).
Nella sua forma più tipica, la malattia di Parkinson è però caratterizzata dalla presenza di tremore, rigidità, riduzione e rallentamento dei movimenti e, successivamente, da alterazioni della postura e dell’equilibrio.

Principali sintomi della malattia di Parkinson:
• Tremori, che possono colpire mani, gambe o braccia
• Rigidità muscolare
• Rallentamento nei movimenti (bradicinesia)
• Problematiche posturali  

Tremore
Il tremore è frequentemente il primo sintomo a rendersi evidente ed è il più frequente (è presente nel 70% dei pazienti affetti da malattia di Parkinson). Con l’avanzare della malattia, gli episodi di tremore si presentano con maggiore frequenza, fino a trasformarsi in un fenomeno stabile.
Il tremore spesso inizia in un solo braccio o solo su un lato del corpo. Si presenta più marcato in condizioni di veglia (meno durante il sonno) e se il paziente non muove volontariamente braccia o gambe colpite. È ben evidente con il paziente in posizione eretta (si localizza all’articolazione della caviglia ed alle dita del piede negli arti inferiori, e alle dita delle mani negli arti superiori).
Con il passare del tempo, la malattia di Parkinson colpisce tutti i muscoli del corpo, e può portare anche a problemi nella deglutizione o a costipazione.

Rigidità
La rigidità parkinsoniana consiste in un aumento del tono muscolare che il paziente avverte come irrigidimento, mentre il medico descrive come resistenza continua al movimento passivo. Nelle fasi iniziali la rigidità può essere assente o lieve, ed è localizzata di prevalenza alla muscolatura del collo e delle spalle. Come per altri sintomi, anche la rigidità è in genere unilaterale all’esordio (si manifesta solo su un lato del corpo).

Rallentamento nei movimenti
L’acinesia è la difficoltà ad iniziare un movimento, ed è dovuta ad una riduzione della motilità, sia volontaria che automatica nel paziente affetto da malattia di Parkinson, e la bradicinesia è la lentezza nell’esecuzione dei movimenti.
Tipicamente un paziente affetto da malattia di Parkinson cammina a piccoli passi, con un “trascinamento” degli arti.
I pazienti, all’avvio della marcia, avvertono i piedi come incollati a terra e riescono a camminare solo dopo alcuni tentativi.
Altra caratteristica della malattia è che, quando il paziente decide di cambiare direzione in maniera improvvisa, oppure quando incontra un ostacolo o debba passare attraverso passaggi stretti, si blocca: questo fenomeno è conosciuto come freezing (“piedi congelati”).

Problematiche posturali
Sono, in genere, le ultime a comparire nella progressione della malattia. Oltre all’atteggiamento tipico del paziente parkinsoniano, definito camptocormico (il tronco ed il capo si presentano in lieve flessione, le spalle in avanti, le braccia aderenti al torace, gli avambracci semiflessi ed intraruotati, le cosce in modesta flessione rispetto al tronco, le gambe leggermente flesse) che può associarsi col tempo ad alterazioni scheletriche (cifo-scoliosi), vi sono nella malattia deformazioni posturali delle mani e dei piedi.

HTML 4.01 Valid CSS
Pagina caricata in: 0.033 secondi
Powered by Simplit CMS