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MALATTIA DI ALZHEIMER


Cos’è e come funziona la memoria


“Si deve cominciare a perdere la memoria, anche solo a brandelli di ricordi, per capire che in essa consiste la nostra vita. Senza memoria la vita non è vita. La nostra memoria è la nostra coerenza, la nostra ragione, i nostri sentimenti, persino il nostro agire. Senza di essa non siamo nulla.”
Luis Bunuel (Regista spagnolo, 1900-1983)

 

La memoria è una importante funzione biologica, volta all’assimilazione, alla ritenzione ed al richiamo di informazioni apprese con l’esperienza quotidiana. Essa costituisce non solo il cardine delle nostre attività mentali, ma è fondamentale per la sopravvivenza degli organismi viventi. Basti pensare quanto sia importante per la sopravvivenza di un animale ricordare il luogo dove ha trovato il cibo e l’acqua, il luogo dove si è imbattuto in un predatore, oppure la via giusta per uscire da una situazione di pericolo. Non esiste alcun tipo di azione o comportamento che non necessiti delle funzioni mnestiche: un pò come qualsiasi computer che non può funzionare senza i moduli di memoria. La memoria è ciò che ci rende dei soggetti con un’esperienza unica, che configura la nostra identità e la nostra unicità nei diversi momenti della vita.

alz_cosa2La memoria è una funzione trasversale, costituita da componenti e fasi diverse: acquisizione di informazioni, processazione di nozioni, accumulo, immagazzinamento, reiterazione e richiamo di ricordi. Naturalmente la memoria richiede un continuo immagazzinamento di informazioni (input), associato ad una continua eliminazione delle informazioni superflue (output). Gli elementi informativi importanti per la persona vengono immagazzinati per periodi più o meno lunghi (da pochi minuti - per es. un numero di telefono, a tutta la vita - ad es. i nomi delle persone care). Si parla così di apprendimento per connotare il processo di immagazzinamento delle informazioni, che è condizionato dall’attenzione (cioè la predisposizione particolare a ricevere gli stimoli esterni, sulla base dell’interesse per quella determinata informazione), dalla ripetizione e dal rinforzo delle nozioni apprese, oltre che dai connotati emozionali e motivazionali associati (premio o punizione). L’apprendimento richiede una ripetizione delle informazioni da ritenere, con un rinforzo che fa sì che quanto appreso rimanga immagazzinato (‘imparare a memoria’).



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Le funzioni mnestiche sono differenziate a seconda del loro contenuto e delle loro caratteristiche temporali. È pertanto preferibile parlare di memorie al plurale. I processi di elaborazione dell’informazione si applicano a qualsiasi tipologia di segnale, a formare memorie differenziate: grafiche, tattili, acustiche, visive, semantiche, verbali, ecc. La memorizzazione è più efficace allorquando utilizza doppia tipologia di segnale (ad es. uditivo+visivo). Le aree cerebrali deputate alle funzioni di rilevazione, identificazione ed immagazzinamento dei ricordi si avvalgono della competenza di aree corticali specifiche per tipologia di segnale (area occipitale per le informazioni visive, centri del linguaggio per le informazioni verbali, e così via) interconnesse attraverso reti neuronali per la processazione delle nozioni ed aree deputate particolarmente alla fissazione dei ricordi (strutture ippocampali) (vedi anche anatomia del cervello).

Ogni informazione che riceviamo dall’ambiente esterno transita nelle strutture della memoria, ma in maniera limitata: si parla di memoria sensoriale, di durata effimera, che viene eliminata se non necessaria (il processo di eliminazione degli input sensoriali inutilizzati è massimo durante il sonno notturno). I dati più rilevanti vengono invece trattenuti per un periodo di tempo maggiore, ma con capacità più limitata, e si identificano nella memoria a breve termine o memoria di lavoro - una specie di taccuino mentale sul quale vengono annotate le informazioni da veicolare (ad esempio i dati che fanno parte di un discorso che proponiamo al nostro interlocutore). La capacità di ritenzione illimitata è definita come memoria a lungo termine, per cui siamo capaci di ricordare i dati più importanti per un periodo molto lungo, anche per tutta la vita (come ad esempio le informazioni che riguardano i momenti più salienti della nostra vita). La transizione dalla memoria sensoriale alla memoria a breve termine dipende dall’attenzione, mentre il passaggio dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine è maggiormente efficace a seconda dell’organizzazione mnemonica del soggetto.

La memoria episodica riguarda gli avvenimenti specifici legati alla nostra vita, ed ha in genere una connotazione spazio-temporale (ad es. la memoria autobiografica relativa agli eventi della nostra vita). La memoria semantica riguarda invece informazioni legate alla comprensione del linguaggio, ai significati delle parole e dei concetti, e si applica alle conoscenze generali sul mondo. Entrambe sono considerate memorie esplicite dato che si manifestano per ricordi coscienti, intenzionali e deliberati. Nella memoria implicita, incosciente, l’informazione non si manifesta per ricordo, ma influenza un comportamento senza che il soggetto ne sia cosciente. La memoria procedurale consiste nel ricordare una sequenza di informazioni utili per compiere azioni automaticamente o semi-automaticamente, come prepararsi un caffè con la caffettiera, guidare l’auto, ecc.; la memoria da condizionamento consiste nell’associare per condizionamento una risposta riflessa ad uno stimolo neutro.



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L’oblio, cioè la dimenticanza, costituisce il risvolto della memoria. Per conservare le nozioni apprese è altrettanto utile rimuovere costantemente le informazioni inutili, quasi come un meccanismo di difesa a fronte dell’enormità delle stimolazioni continuamente ricevute. La smemoratezza è pertanto elemento indispensabile della memoria, specie quando si tratta di dimenticare le informazioni spiacevoli. La lenta e progressiva perdita di memoria che accompagna l’invecchiamento fisiologico ha anche la finalità di evitare la consapevolezza del progressivo declino fisico, almeno fino a quando non si configuri come incapacità a svolgere le comuni attività quotidiane dell’esistenza.

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