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COS’È IL MICROBIOTA?

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Non siamo mai soli, nel nostro corpo e sulla sua superficie vivono e proliferano miliardi di microrganismi fra batteri, virus, funghi ed altre forme di vita.

 

I batteri in un corpo umano medio sono numericamente superiori rispetto al numero di cellule umane ma, a causa delle dimensioni estremamente ridotte, costituiscono solo l’1-3% della massa corporea totale e tuttavia posseggono molti più geni (microbioma) rispetto a quelli presenti nel genoma umano.

 

L’enorme varietà di microrganismi che convive con i mammiferi è in grado di colonizzare molte nicchie ecologiche, ma l’area con concentrazione più abbondante è l’intestino. Il microbiota è appunto la popolazione di microrganismi che colonizza un determinato luogo in un determinato tempo.

 

Questi organismi invisibili ad occhi nudo sono stati e sono tuttora oggetto di importanti ricerche, come il progetto microbioma umano (human microbiome project, HMP), un’iniziativa nata nel 2008, comprensiva di due fasi, di cui la seconda recentemente completata, dell’americano National Institutes of Health, che aveva come obiettivo quello di individuare e caratterizzare i microrganismi che colonizzano l’essere umano ed il loro rapporto con lo stato di salute.

 

Generalmente questi organismi non sono affatto pericolosi ed anzi sono essenziali al mantenimento di un buono stato di salute. Ad esempio producono vitamine che l’uomo non è in grado di sintetizzare, scompongono ed estraggono dal cibo nutrienti essenziali alla sopravvivenza, competono con gli organismi patogeni ed istruiscono il sistema immunitario al riconoscimento di pericolosi invasori.

 

Per disbiosi si intende qualsiasi perturbazione del microbiota che potrebbe interrompere la normale relazione simbiotica tra l'ospite e i microbi con cui convive, sia in termini di numero che in termini di composizione, e che può esitare in condizioni patologiche degli organi e dei tessuti interessati o di quelli con cui è in comunicazione.

 

Diversi sono i fattori che influenzano la composizione e l’equilibrio del microbiota e la sua evoluzione: fattori genetici ed epigenetici, modalità del parto (naturale o cesareo), infezioni, utilizzo di farmaci e principalmente di antibiotici, alimentazione, attività fisica, risposta allo stress e molto altro.

 

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