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DISTURBI D’ANSIA

Paura e ansia sono due risposte adattative fondamentali per la sopravvivenza della specie in natura. La paura si manifesta in risposta ad una minaccia esterna definita (es.: un aggressore, l’auto che perde il controllo), mentre l’ansia può essere definita come attesa apprensiva, anticipatoria di una minaccia sconosciuta o comunque più vaga. Entrambe, ad ogni modo, sono risposte normali a situazioni che percepiamo come pericolose.

 

Quando la nostra sicurezza è minacciata, anche potenzialmente, si verificano mutamenti automatici nel nostro organismo che producono uno stato generale di attivazione preparandoci ad un intenso sforzo fisico per difenderci o scappare dal pericolo, la cosiddetta risposta di attacco o fuga (in inglese Fight or Flight). 

 

Ogni individuo può provare ansia in concomitanza di un evento stressante (prima di un’operazione chirurgica o un importante evento della vita familiare o lavorativa). Quest’ansia è funzionale, ci aiuta a prepararci al meglio all’evento e/o ad essere più prudenti. Una persona con disturbo d'ansia prova un’ansia sproporzionata rispetto alla reale minaccia o per un tempo più lungo del ragionevole e questo può interferire con il funzionamento sociale, affettivo, cognitivo e lavorativo diventando così una condizione patologica e che, come tale, va curata. 

 

I disturbi d’ansia affliggono circa il 7,3% della popolazione mondiale, rappresentano una delle prime 10 cause di disabilità a livello globale, colpiscono più frequentemente le donne ed i giovani adulti e sono la prima di tutte le forme di psicopatologia in termini di età di insorgenza.

 

I disturbi d’ansia, spesso, si manifestano in concomitanza o come sintomo di altri disturbi psichiatrici, infatti il 60% circa dei pazienti con depressione maggiore e il 47% di quelli con ADHD avrà un'ansia come disturbo connesso. Inoltre, più della metà dei pazienti affetti da disturbo d'ansia generalizzato manifesta più disturbi d'ansia. 

 

Spesso l’ansia è vissuta con profondo disorientamento e incomprensione sia dal paziente che dai suoi cari e la gravità della malattia può essere ancora oggi stigmatizzata e sottovalutata.  È importante sottolineare che i disturbi d’asia sono un gruppo di malattie che, come tali, possono essere curate e non devono essere accettate come un dato di fatto cui bisogna solo adeguarsi. Frasi come “non essere ansioso/a”, “calmati”, “devi sforzarti di combattere contro questa situazione” riflettono una profonda incomprensione della patologia e possono contribuire a peggiorare lo stress del paziente.

 

Il primo passo da intraprendere è sicuramente la visita dal medico. Dopo un'accurata diagnosi, gli interventi prescritti potranno alleviare i sintomi dell’ansia.

 

 

Origine

Le cause dei disturbi d'ansia non sono del tutto note, si pensa tuttavia che essi siano dovuti a complesse interazioni tra fattori genetici predisponenti, fattori ambientali e disturbi della biochimica cerebrale. L’ansia può essere provocata anche dall’assunzione di determinate sostanze o farmaci e dalla presenza di molteplici patologie concomitanti. 

 

 

Condizioni mediche

 

  • Disturbi neuroendocrini: ipertiroidismo, feocromocitoma, ipoglicemia, iperadrenocorticismo (malattia di Cushing).
  • Disturbi cardiovascolari: scompenso cardiaco congestizio, embolia polmonare, aritmie (fibrillazione atriale).
  • Disturbi respiratori: BPCO (Broncopneumopatia cronica ostruttiva), asma, polmonite.
  • Disturbi metabolici: carenza di vitamina B2 (Riboflavina), porfiria. 
  • Malattie neurologiche: tumori, disfunzioni vestibolari, encefalite, epilessia. 

 

 

Sostanze/farmaci

 

  • Dopo intossicazione: alcool, caffeina, cannabis, allucinogeni, inalanti (acetone, etanolo, etere, ossido di azoto), stimolanti (cocaina, anfetamine). 
  • Dopo sospensione: alcool, oppioidi, sedativi, Ipnotici e ansiolitici, stimolanti. 
  • Dopo assunzione (effetto collaterale) o esposizione: anestetici e analgesici, insulina, farmaci tiroidei, contraccettivi orali, antistaminici, farmaci antiparkinson, corticosteroidi, farmaci antiipertensivi, farmaci cardiovascolari, anticonvulsivanti, carbonato di litio, antipsicotici, metalli pesanti e tossine (insetticidi organofosfati, gas nervini, monossido di carbonio, anidride carbonica, benzina e vernice).

 

 

Fattori genetici e ambientali

 

Ad oggi non è stato individuato alcun gene direttamente responsabile dell’insorgenza dei disturbi d’ansia, tuttavia diverse analisi suggeriscono che vi sia una forte componente genetica ed un rischio aumentato nei figli di genitori con queste patologie di sviluppare gli stessi disturbi.

 

Come anche altri disturbi psicologici i disturbi d’ansia possono spesso comparire a seguito di esperienze negative in età evolutiva, traumi ed eventi stressanti.

 

 

Disturbi della biochimica cerebrale

 

Sono stati individuati diversi circuiti e regioni del cervello associati alla modulazione degli stati di ansia normali. Modificazioni sfavorevoli in una o più di queste aree possono causare la deregolazione di diversi sistemi di neurotrasmettitori e l’insorgenza di un disturbo d’ansia. 

 

I neurotrasmettitori cerebrali sono sostanze necessarie per il trasferimento dell’informazione da un neurone all’altro. Farmaci, droghe ed altre sostanze possono interferire con il funzionamento dei neurotrasmettitori potenziandone o bloccandone l’azione. 

 

I principali neurotrasmettitori coinvolti nella modulazione degli stati d’ansia sono Noradrenalina o Norepinefrina, Dopamina, Serotonina e Acido γ-amminobutirrico (GABA).

Sintomi

Nel paziente con un Disturbo d’ansia si possono distinguere sintomi fisici o psicologici.

 

I sintomi fisici sono dovuti ad un’attivazione anomala del Sistema Nervoso Centrale. Tra questi possiamo Distinguere:

 

  • Sintomi Cardiaci: tachicardia (aumento della frequenza cardiaca), battiti irregolari del cuore, dolore toracico, sensazione di pesantezza toracica.
  • Sintomi respiratori: tachipnea (aumento della frequenza respiratoria), difficoltà nella respirazione (sensazione di non immettere sufficiente aria nei polmoni, respiro frequente che si arresta e che non si completa).
  • Sintomi gastrointestinali: difficoltà ad ingoiare, bolo esofageo (sensazione di nodo alla gola), spasmi gastro-intestinali dolorosi, nausea, vomito, flatulenza, diarrea, secchezza della bocca. 
  • Sintomi a carico del sistema Nervoso Centrale: tremore, spasmi muscolari, crampi, cefalea, parestesie (alterata percezione della sensibilità agli arti o in altre parti del corpo), difficoltà nella visione, difficoltà a camminare, sensibilità ai rumori. 
  • Altri sintomi fisici: insonnia, poliuria (eccessiva eliminazione di urina), affaticamento da tensione muscolare eccessiva, amenorrea (mancanza del ciclo mestruale).

 

Tutti questi sintomi fisici sono collegabili alla risposta “fight or flight”, che, come detto sopra, tende ad intervenire sull’organismo in modo da preparare lo stesso al combattimento o alla fuga. Il cuore batte più forte per portare più sangue al cervello e ai muscoli a discapito del sistema gastrointestinale e riproduttivo, il respiro si fa più veloce per portare più ossigeno, i muscoli vanno in tensione, il sistema sensoriale è molto più sensibile per percepire ogni minimo cambiamento nell’ambiente circostante. 

 

Tra i sintomi psicologici più frequenti comuni a tutti i disturbi d’ansia possiamo ricordare insonnia, irritabilità, difficoltà di concentrazione, mentre a seconda del disturbo d’ansia specifico possono manifestarsi ritiro sociale, apatia, irrequietezza, paura di impazzire, di morire, di perdere il controllo, insicurezza, incapacità di prendere decisioni.

 

I sintomi fisici e psicologici possono manifestarsi con tempi e modi differenti in base al disturbo d’ansia specifico, presentandosi all’improvviso in maniera dirompente, oppure gradualmente nel corso di diversi minuti, ore o anche giorni oppure ancora in concomitanza di uno stimolo specifico o di un’attività specifica. 

 

La capacità di tollerare un dato livello di ansia può variare da individuo a individuo. Il paziente ha difficoltà a controllare la preoccupazione, oppure mette in atto comportamenti “evitativi” al fine di “fuggire” dallo stimolo che genera paura o ansia (quando presente). 

 

I disturbi d'ansia tipicamente interferiscono in maniera significativa con il funzionamento psicosociale del soggetto e possono portare alla comparsa di altre patologie psichiatriche come la depressione. 

Diagnosi

La diagnosi di disturbo d’ansia è unicamente clinica, per questo è sempre necessario rivolgersi ad un medico specialista che possa formulare una diagnosi corretta ed evitare di ricorrere ad automedicazione.

 

Attraverso una raccolta dettagliata delle informazioni cliniche, l’esame obiettivo e con l’ausilio di altre tecniche di indagine (es.: esami di laboratorio), il medico determinerà se l’ansia sia dovuta a un altro disturbo medico, all'uso di farmaci o ad altro disturbo mentale. 

 

È bene sapere inoltre che esistono diversi tipi di disturbi d’ansia i quali possono essere trattati in modo diverso. Per formulare una corretta diagnosi gli specialisti solitamente si avvalgono del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali dell’American Psychiatric Association (noto anche con la sigla DSM derivante dall’inglese Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, ora alla sua 5° versione). Il DSM è uno dei sistemi classificativi e descrittivi per i disturbi mentali o psicopatologici più utilizzati da medici, psichiatri e psicologi di tutto il mondo, sia nella pratica clinica sia nell'ambito della ricerca.

 

Sotto vengono riportati i disturbi d’ansia catalogati dal DSM-V

 

  • Disturbo d’ansia da separazione: paura o ansia inappropriate ed eccessive riguardo alla separazione da coloro a cui l'individuo è attaccato.
  • Mutismo selettivo: assenza di linguaggio in situazioni sociali in cui vi è un’interazione con altri individui o un’aspettativa (ad esempio, scuola) anche se l'individuo parla in altre situazioni.
  • Fobia specifica: Paura o ansia marcata, irragionevole circa un oggetto o una situazione specifici che viene attivamente evitata (ad es. animali, volare, altezze, vista del sangue).
  • Disturbo d’ansia sociale (fobia sociale): Paura o ansia marcata, eccessiva o non realistica riguardo a situazioni sociali in cui è possibile l'esposizione al giudizio da parte di altri (parlare in pubblico, visita alle autorità, conversazioni con i superiori sul lavoro o con persone dell'altro sesso). 
  • Agorafobia: Paura o ansia marcate, irragionevoli in merito a una situazione specifica, molto spesso un luogo, in cui potrebbe essere difficile o imbarazzante scappare se dovesse verificarsi un evento o anche paura di stare soli in un luogo non familiare.
  • Disturbo d’ansia generalizzata: Ansia e preoccupazione eccessive, difficili da controllare, circa più eventi o attività (ad es. Difficoltà scolastiche o lavorative, la perdita di un caro, malattie).  
  • Disturbo da panico: insorgenza di attacchi di panico inattesi e ricorrenti. Un attacco di panico è un brusco improvviso afflusso di intensa paura o disagio che raggiunge un picco in pochi minuti e durante il quale si verificano sintomi fisici e psicologici di ansia (es. Palpitazioni, sudorazione, tremore, secchezza delle fauci, paura di perdere il controllo, vertigini). 
  • Disturbo d’ansia indotto da sostanze/farmaci
  • Disturbo d’ansia dovuto ad altra condizione medica
  • Disturbo d’ansia con altra specificazione
  • Disturbo d’ansia senza specificazione

Trattamento

La presenza di un disturbo d’ansia si associa a elevati costi personali e sociali, e ad una riduzione significativa della qualità di vita, analogamente a quanto accade per molte altre patologie psichiatriche e fisiche. 

 

Le opzioni terapeutiche per l'ansia e i disturbi correlati includono trattamenti psicologici e farmacologici che possono essere utilizzati da soli o in combinazione.

 

La scelta del trattamento psicologico o farmacologico dipende da fattori quali preferenze e motivazione del paziente, capacità del paziente di impegnarsi nel trattamento, gravità della malattia, risposta del paziente a precedenti trattamenti e presenza di comorbidità mediche o altri disturbi psichiatrici.

 

È fondamentale rivolgersi tempestivamente al medico in quanto, nella maggior parte dei casi, detti disturbi tendono a rispondere bene alle terapie prescritte. 

 

 

Trattamento farmacologico

 

Non bisogna aver paura di iniziare un trattamento farmacologico del disturbo d’ansia dietro prescrizione medica. Sono disponibili farmaci di indubbia efficacia e la scelta del principio attivo con cui iniziare la terapia è spesso legata alla volontà di minimizzare gli effetti indesiderati e le reazioni avverse che possono accompagnare il loro uso. 

 

Come già accennato, si è visto che i sintomi dell’ansia sono associati ad una deregolazione di diversi sistemi di neurotrasmettitori e la funzione principale di tutti i farmaci utilizzati per il trattamento dei disturbi d’ansia è quindi quella di ripristinare e/o ristabilire il normale equilibrio tra neurotrasmettitori e recettori.

 

Qui di seguito una tabella che riassume le principali classi di Farmaci utilizzati e i rispettivi meccanismi d’azione

 

CLASSE TERAPEUTICA

MECCANISMO D’AZIONE

SSRI (Inibitori Selettivi delle Ricaptazione della Serotonina)

Inibizione selettiva della ricaptazione di serotonina

SNRI (Inibitori Selettivi delle Ricaptazione della Serotonina e della Noradrenalina)

Inibizione selettiva della ricaptazione di noradrenalina e serotonina 

 

TCA (Antidepressivi Triciclici)

 

Inibizione della ricaptazione di noradrenalina, serotonina e dopamina. Blocco dei recettori di neurotrasmettitori quali Acetilcolina, Noradrenalina, Istamina

Benzodiazepine

Azione agonista sui recettori del GABA

Altri

Combinazione di differenti meccanismi d’azione

 

Nella classe terapeutica “Altri” possono essere inclusi farmaci antidepressivi con differenti meccanismi d’azione, antipsicotici e antiepilettici, tutti in grado di alleviare i sintomi di uno o più disturbi d’ansia. Non tutti i farmaci compresi in questa tabella possono essere assunti allo stesso modo (alcuni ad esempio non sono indicati per una terapia cronica) e non tutti i disturbi d’ansia rispondono alla stessa classe terapeutica.

 

Anche diverse molecole commercializzate in Italia come Integratori Alimentari (Nutraceutici) o supplementi, hanno dimostrato di poter essere utili coadiuvanti nel mantenimento delle funzioni fisiologiche di pazienti con disturbi d’ansia.

 

Durante la terapia è importante instaurare un dialogo costante con il medico, informandolo dell’efficacia della terapia prescritta e dell’insorgenze di eventuali effetti indesiderati. Solo così egli potrà rivedere molecole e dosaggi per poterli meglio adattare alle esigenze individuali del paziente.

 

 

Trattamento Psicologico

 

I trattamenti psicologici svolgono un ruolo importante nella gestione dei disturbi d’ansia. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è certamente tra gli approcci più utilizzati attualmente .

 

La CBT non consiste in un singolo approccio al trattamento, ma piuttosto in un percorso che si concentra sull'affrontare i fattori che hanno causato i sintomi ansiosi nel singolo paziente. A seconda del disturbo e dei sintomi manifestati dal paziente, questo trattamento può prevedere l’esposizione controllata e ripetuta allo stimolo fobico, l’incoraggiamento a limitare i comportamenti utilizzati per ridurre l’ansia (ad es. evitamento, fuga, necessità di rassicurazione), la spiegazione della percezione esagerata del pericolo, il self-control. 

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