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MALATTIA DI ALZHEIMER

 

La ‘visualizzazione’ delle modificazioni cerebrali
nei disturbi cognitivi

Grazie al continuo affinamento delle tecniche di neuroimmagine, sia morfologiche (per ‘fotografare’ le alterazioni strutturali cerebrali) che funzionali (per valutare l’alterato funzionamento delle strutture neuronali), è possibile oggi una valutazione più accurata dei diversi quadri e stadi del declino cognitivo. L’utilizzo di queste metodiche non è ancora entrato nella routine clinica, ma è prevalentemente finalizzato alla esplorazione dei processi patologici che sono alla base delle demenze. Costituiscono pertanto dei marcatori biologici (biomarkers) di malattia la cui standardizzazione diagnostica non è ancora universalmente stabilita (Blennow et al, 2006).
Tali biomarkers sono costituiti dalla RM (risonanza magnetica) encefalo, PET (tomografia ad emissione di positroni) e SPECT (tomografia ad emissione di singolo fotone) cerebrali, e parametri biochimici nel liquido cefalorachidiano (liquor).

 

alz_visualiz2

alz_visualiz3Le indagini di RM morfologica consentono di evidenziare le alterazioni cerebrali associate alle demenze e forniscono indicazioni utili per la diagnosi differenziale tra le diverse forme: si può così apprezzare meglio il grado di atrofia cerebrale (dilatazione dei ventricoli cerebrali ed approfondimento dei solchi tra le circonvoluzioni cerebrali), l’atrofia delle strutture dell’ippocampo e della corteccia entorinale (Filippi & Agosta, 2011).

Con le tecniche di neuroimaging funzionale (RM funzionale, SPECT e PET) si può determinare il grado di ridotto metabolismo in aree corticali (temporale, parietale, e frontale), con una specificità vicina all’80% e  sensibilità superiore al 90% (Panegyres et al, 2009).

L’esame del liquor permette - in particolare nella demenza di Alzheimer - di misurare concentrazioni di beta-amiloide ridotte (del 50% circa) e di proteina tau totale (t-tau) e fosforilata (p-tau) più elevate rispetto ai soggetti sani (Mattsson et al, 2009). Queste due proteine sono coinvolte nella formazione delle lesioni cerebrali abbastanza tipiche che si riscontrano nelle demenze, e cioè le placche senili che si distribuiscono tra i neuroni corticali, ed i gomitoli neurofibrillari che si depositano nelle cellule nervose.  

 

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