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MALATTIA DI ALZHEIMER


Norme a sostegno delle persone
con compromissione della cognitività

Per le persone non più in grado di adempiere ai propri interessi, o anche solo parzialmente incapaci di amministrare le proprie volontà, la normativa attuale prevede una serie di strumenti giuridici di sostegno.

I provvedimenti di interdizione e di inabilitazione per tali persone sono previsti e regolamentati dal codice civile. L’istituto dell’inabilitazione è regolamentato dall’art. 415, che prevede tale provvedimento nei casi di inabilità a provvedere ai propri interessi per tutte le situazioni di infermità mentale. L’art. 414 prevede che le persone ‘che versano in condizioni di abituale infermità di mente che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi, sono interdette quando ciò è necessario per assicurare la loro adeguata protezione’. L’interdizione è riservata ai casi di totale incapacità di agire e comporta la sostituzione del tutore all’interdetto, in ogni atto giuridico e scelta di vita.

Di recente nell’articolo 414 è stato previsto inoltre che ‘la persona che per effetto di un’infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale, o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal Giudice Tutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio’. Il legislatore ha voluto così predisporre uno strumento giuridico di sostegno per valorizzare le capacità residue della persona, affiancando ad essa la figure dell’amministratore di sostegno.

La persona interessata può altresì richiedere la nomina dell’amministratore di sostegno anche anticipatamente, in previsione della propria futura eventuale incapacità, scegliendolo tra le persone di fiducia.
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